Bambini e adolescenti obesi: tutta colpa della tv (ma non solo…)

ImageQuando si parla di bambini ed adolescenti obesi, viene a tutti naturale puntare il dito contro la televisione, invasa da pubblicità che hanno come protagonista il cosiddetto “junk food”, cioè il cibo spazzatura.

Con questo termine si indicano tutti quei prodotti alimentari ricchi di “calorie vuote”, ovvero cibi ipercalorici ma privi di principi nutritivi.

Snack, merendine, dolci confezionati, bibite, salatini e piatti pronti contengono dosi massicce di zuccheri, grassi idrogenati e additivi, come conservanti e coloranti: tutte queste sostanze sono causa di obesità e di tutte le patologie ad essa correlate (carie dentale, diabete, ipercolesterolemia e cardiopatie).

Secondo recenti studi, effettuati su bambini ed adolescenti americani di età compresa fra i 6 e i 14 anni, chi è abituato a guardare spesso la televisione è più esposto al rischio di sviluppare cattive abitudini alimentari, ovvero consumare meno frutta e verdura e più junk food.

Questi soggetti, infatti, sono propensi a chiedere i prodotti più reclamizzati in tv, cioè il cibo spazzatura, piuttosto che frutta e verdura, raramente protagonisti degli spot pubblicitari.

Inoltre, se il bambino/adolescente è obeso, sarà più sensibile all’influenza del cibo spazzatura.

Ma in Italia non siamo da meno e a dirlo è la ricerca “In bocca al lupo” sulla pubblicità e i comportamenti alimentari dei ragazzi, commissionata da Coop all’Osservatorio di Pavia e all’Università di Roma Tre.

La ricerca, focalizzata sulla cosiddetta “fascia protetta” compresa tra le 16:00 e le 19:00, ha dimostrato che circa un quinto della pubblicità televisiva è rivolta ai minori ed è presente soprattutto nei canali con un target giovane.

Se si considera una media di 3 ore al giorno passate davanti alla tv, un bambino può vedere fino a 90 spot alimentari al giorno, la maggior parte dei quali riguarda cibo spazzatura ed è capace di influenzare le scelte dell’osservatore.

Tutto questo, se ci pensiamo, è sicuramente vero, ma non dimentichiamoci un fattore molto importante: l’educazione alimentare dei ragazzi.

È chiaro che nessuna azione preventiva può prescindere da un rigoroso programma di educazione di tutta la famiglia: i bambini, infatti, rispecchiano le scelte alimentari dei genitori i quali trasmettono le cattive abitudini ai figli.

Abituare i propri figli a mangiare in modo sano e corretto, spiegando loro il perché di queste scelte, è di fondamentale importanza per prevenire l’obesità infantile ed adolescenziale.

Un bambino abituato a mangiare correttamente, partendo proprio dalla prima colazione, sarà meno propenso a scegliere junk food fuori casa (per esempio nei distributori automatici a scuola) e a frequentare fast food.

 

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